ITENESFRDE

Barcellona e Milano · Dal 1986 · Pelletteria e valigeria

ARKTP Studios

Creative Strategy · Product Design

La curiosità inizia dove il cambiamento culturale diventa prodotto.

Il volume si compone a partire dalle parti: gusci, telaio, ponte della maniglia e gruppo ruota. 17 secondi, senza audio.

La nostra personalità

Trasformiamo ciò che sta cambiando nella cultura in una direzione concreta per il prodotto.

Non inseguiamo le tendenze: cerchiamo ciò che le genera. Osserviamo come cambiano comportamenti, desideri, rituali e rapporto con gli oggetti. Poi portiamo questa lettura dentro l’identità della maison, per capire ciò che può evolvere senza perdere riconoscibilità.

Per noi il design non comincia dalla forma. Comincia da una domanda.

Perché questo oggetto dovrebbe esistere oggi?

Lettura culturale

Guardiamo ciò che genera il cambiamento, prima che diventi tendenza. Sempre attraverso l’identità e il pubblico della maison.

Archetipo, non tendenza

Prima dello stile definiamo ciò che l’oggetto deve essere: un principio capace di generare prodotti, famiglie e continuità nel tempo.

Fino alla materia

Materiali, componenti, minuterie, prototipi. È nella materia che una visione dimostra di poter diventare prodotto.

Il DNA del processo

Dalla lettura culturale alla strategia di prodotto.

Ogni maison possiede codici che ne hanno costruito l’identità. Ma nessun codice vive nel vuoto. Cambiano il modo di viaggiare, lavorare, abitare, acquistare e mostrarsi. Cambia ciò che portiamo con noi. Cambia il significato degli oggetti.

Può così aprirsi una distanza: la società si muove, il prodotto resta fermo. ARKTP lavora in quella distanza.

Da una parte leggiamo la trasformazione culturale. Dall’altra conosciamo la realtà della decisione industriale: categorie, collezioni, calendari, materiali, laboratori, prototipi e costi.

Scegli una fase

Le sei fasi del processo ARKTP. Scegli una fase per metterla in evidenza. 01 OSSERVARE Le tendenze sono giàconseguenze:cerchiamo la causa. 02 RICONOSCERE Separiamo i codiciidentitari dalleabitudini. 03 INNESTO Un linguaggio entrasolo se produce unafunzione. 04 ARCHETIPO Prima dello stile:cosa contiene, comesi apre e si porta. 05 STRATEGIA Da quale categoriaentra e con qualitempi si estende. 06 MATERIA Materiali, cerniere,prototipi. Qui lavisione si verifica. CULTURA VISIONE PRODOTTO ARKTP Studios
01Osservare

Non osserviamo le tendenze: le tendenze sono già conseguenze. Cerchiamo ciò che le precede. Come cambia la vita del pubblico di una maison? Quali gesti scompaiono? Quali rituali emergono? Quali oggetti devono cambiare significato?

Osserviamo sempre dal punto di vista del brand: chi lo sceglie da sempre, chi vi si avvicina oggi, chi potrebbe riconoscersi nella maison domani.

Prima del prodotto viene il comportamento.

02Riconoscere

Ogni maison porta con sé un patrimonio di codici: proporzioni, materiali, gesti, costruzioni, dettagli.

Il nostro lavoro è distinguere ciò che appartiene realmente all’identità da ciò che appartiene soltanto all’abitudine.

I codici identitari devono continuare a vivere, anche sotto una nuova tensione. Le abitudini possono essere abbandonate. Senza questa distinzione, il cambiamento cancella l’identità oppure la tradizione diventa immobilità.

Evolvere non significa recidere le radici. Significa farle produrre qualcosa di nuovo.

03Innesto

L’innovazione raramente nasce dentro una sola categoria.

Per questo osserviamo automotive, architettura, nautica, workwear, tecnologia, outdoor, arte, musica e cultura urbana.

Ma l’innesto non è un moodboard.

Un abitacolo può suggerire un nuovo modo di organizzare lo spazio. Una protezione tecnica può generare una costruzione. Una vela recuperata può cambiare il rapporto fra materia, memoria e durata.

Un linguaggio esterno entra nel progetto solo quando produce una funzione, un comportamento o una possibilità costruttiva.

Non prendiamo immagini da altri mondi. Ne trasferiamo l’intelligenza.

04Archetipo

La lettura culturale diventa struttura.

Prima dello stile definiamo ciò che l’oggetto deve essere: cosa contiene, come si apre, come si porta, come protegge, come si trasforma, quale gesto genera.

Nasce così l’archetipo.

Non una forma definitiva, ma un principio capace di generare una famiglia di prodotti e attraversare più stagioni.

Lo stile può cambiare. L’archetipo deve resistere.

05Strategia

Un archetipo diventa realmente interessante quando può generare un sistema.

Definiamo il prodotto capostipite, la categoria da cui introdurre il nuovo linguaggio, le successive estensioni e gli elementi costanti che rendono riconoscibile l’identità.

Ma non replichiamo.

Ogni categoria richiede una nuova interpretazione: una costruzione nata per un baule non può semplicemente essere ridotta per diventare una borsa.

Coerenza non significa ripetizione. Significa appartenenza allo stesso pensiero.

06Materia

Alla fine tutto deve arrivare nelle mani.

Materiali, spessori, cerniere, minuterie, raccordi, cuciture, proporzioni, meccanismi, prototipi.

È qui che la visione viene messa alla prova.

L’identità di un prodotto non vive soltanto nella silhouette. Vive nel suono di una chiusura, nella resistenza di una cerniera, nel modo in cui una maniglia accompagna la mano, nella precisione con cui due materiali si incontrano.

È qui che la visione diventa fisica. Ed è da qui che comincia il percorso verso la produzione.

CulturaCodiceInnestoArchetipoStrategiaMateria

ARKTP lavora nel territorio fra strategia e prodotto.

Una consulenza strategica può fermarsi alla visione. Uno studio di stile può partire dalla forma. Noi entriamo dal significato e arriviamo alla materia, restando responsabili del passaggio dall’intuizione all’archetipo, dall’archetipo al prototipo.

Dal prototipo alla produzione

Dove la visione diventa un oggetto ripetibile.

La fase Materia non termina con un buon prototipo.

Il prototipo dimostra che l’oggetto può esistere. La produzione deve dimostrare che può esistere cento, mille volte, mantenendo qualità, funzione, costo e tempi.

Fra le due cose c’è un processo iterativo: ogni verifica può riportare al prototipo. Non è un errore. È parte del progetto.

Scegli un passaggio

Dal prototipo alla produzione in tre fasi: prototipo, validazione, industrializzazione. La validazione può riportare al prototipo. Ogni prova può riportare al prototipo Produzione 01 Prototipo Il primo esemplare fisico 02 Validazione Materiali · Componenti · Montaggio 03 Industrializzazione Serie zero · Costi · Tecnica
01Prototipo

Il primo esemplare fisico completo.

Non un modello di forma, ma un oggetto che si apre, si carica, si porta, si usa e può anche rompersi.

Serve a scoprire ciò che il disegno non può raccontare: dove la mano cerca appoggio, dove manca spazio, quale gesto è naturale e quale invece non funziona.

Ogni prova può riportare al prototipo. È previsto: progettare significa anche correggere.

02Validazione

Tre verifiche, un solo obiettivo: rendere il progetto ripetibile.

Materiali. Abrasione, solidità del colore alla luce e allo sfregamento, tenuta delle finiture, comportamento delle giunzioni nel tempo. Ma anche disponibilità reale, lotti e minimi d’ordine.

Componenti. Cerniere, chiusure, ruote, maniglie, telai e minuterie vengono verificati attraverso cicli di apertura, carico, fatica e corrosione. Qui si decide cosa può essere di catalogo e cosa deve essere sviluppato appositamente.

Montaggio. Il prodotto viene assemblato secondo la sequenza reale del laboratorio, verificando tolleranze, giochi, ordine delle operazioni e tempi di lavorazione.

Non validiamo un pezzo riuscito. Validiamo un processo capace di ripeterlo.

03Industrializzazione

Attrezzature, fustelle, stampi pilota, dime di controllo. Poi la serie zero, costruita nelle condizioni reali di produzione e non più di campionatura.

È il momento in cui il progetto incontra definitivamente i numeri: distinta base, costo industriale per variante, minimi d’ordine, tempi di lavorazione, calendario di produzione e consegna.

La tecnica produttiva viene messa a punto insieme al laboratorio: istruzioni di lavorazione, punti di controllo qualità, criteri di accettazione e formazione.

L’industrializzazione rende il progetto ripetibile anche quando il designer non è più in fabbrica.

Ambito

Quattro territori, un unico metodo.

Donna

Pelletteria donna

Borse a telaio, pochette da sera, vanity case e minuterie. Dall’architettura della collezione alla costruzione del prodotto: pelli, chiusure, componenti e sviluppo fornitori.

Uomo

Pelletteria uomo

Cartelle, zaini e piccola pelletteria. Costruzioni, fodere tecniche e famiglie di minuterie sviluppate come sistema, dal prototipo alla produzione.

Viaggio

Valigeria e viaggio

Valigeria rigida e morbida, bauli e sistemi modulari. Guscio, trazione, ruote, maniglie, interni e meccanismi vengono progettati come parti di un’unica architettura.

Speciali

Progetti speciali

Automotive, protezione, nautica e materiali tecnici non sono categorie aggiuntive: sono parte della nostra cultura progettuale. Dalle finiture Mercedes-Benz alla protezione Dainese, fino alla tela da vela Slam.

Portfolio

Cinque maison. Cinque modi di trasformare un’intuizione in sistema di prodotto.

Una parte significativa del lavoro è stata sviluppata sotto NDA. Le immagini pubblicate provengono da materiale autorizzato o da documentazione di studio non riservata. Dati di attrezzaggio, condizioni dei fornitori e programmi riservati non vengono mostrati.

Fregoli — Malle-coiffeuse e pelletteria donna

Un baule che diventa toeletta. Un fiore che diventa costruzione.

Due progetti apparentemente lontani: la valigeria d’arredo, dove l’archetipo nasce dalla meccanica di apertura, e la pelletteria donna, dove nasce dall’osservazione di una forma naturale.

Diversi nel punto di partenza, identici nel metodo: prima definiamo ciò che l’oggetto deve essere, poi decidiamo come deve apparire.

04.1 a

Malle-coiffeuse

La sagoma della malle chapelière. La funzione della coiffeuse.

Il baule non si limita a contenere: aprendosi diventa un mobile.

Il coperchio circolare ruota all’indietro e accoglie lo specchio. Il piano sottostante organizza gioielli e accessori. Il corpo cilindrico si divide in due gusci, rivelando due serie di cassetti e liberando al centro lo spazio per sedersi.

In pochi gesti, un volume chiuso da viaggio diventa una coiffeuse completa.

Tutto nasce da un unico passo di cerniera. Le due fasce equatoriali non sono decorazione: integrano le chiusure, allineano le borchie e risolvono il giunto fra i gusci. Restano identiche al variare del diametro, permettendo di sviluppare varianti dimensionali senza moltiplicare le attrezzature.

Cocco stampato rosa, interni e frontali dei cassetti azzurri, borchie e serrature in metallo brunito, ruote integrate nei corpi laterali.

Ruolo: Design Manager e responsabile sviluppo prodotto.

Volume chiuso: due fasce equatoriali, borchie ribattute, serrature a scatto allineate sull’asse di apertura.
Volume chiuso: due fasce equatoriali, borchie ribattute, serrature a scatto allineate sull’asse di apertura.
Coperchio ribaltato e vassoio superiore: specchio nel coperchio, settori per anelli e catene, fondo azzurro.
Coperchio ribaltato e vassoio superiore: specchio nel coperchio, settori per anelli e catene, fondo azzurro.
Cassetti estratti: corse differenziate, frontali con presa a triangolo negativo, specchio mobile e piano portaoggetti.
Cassetti estratti: corse differenziate, frontali con presa a triangolo negativo, specchio mobile e piano portaoggetti.
04.1 b

Donna · Mughetto, dal fiore alla minuteria

Il mughetto entra nel progetto come struttura, non come decoro.

Lo stelo diventa manico e ne determina la sezione. Il nodo del gambo diventa attacco. La campanula chiusa diventa il terminale che accoglie la pietra.

Nessun elemento viene applicato a una forma già decisa. La pianta genera la forma.

Il percorso attraversa fotografia, disegno a mano, modellazione, prototipo in ottone, pietre di prova e pezzo smaltato. Ogni passaggio verifica contemporaneamente espressione e producibilità: spessori minimi, sottosquadri dello stampo, resistenza e carico.

Il riferimento: mughetto reale, studiato nel rapporto fra stelo, campanule e boccioli.
Il riferimento: mughetto reale, studiato nel rapporto fra stelo, campanule e boccioli.
Primo disegno: la foglia diventa corpo portante, i boccioli diventano pendenti.
Primo disegno: la foglia diventa corpo portante, i boccioli diventano pendenti.
Il tralcio a matita: tracciato continuo che gira attorno al volume senza interrompersi.
Il tralcio a matita: tracciato continuo che gira attorno al volume senza interrompersi.
Modellazione 3D del tralcio: sottosquadri, spessori minimi, punti di ancoraggio.
Modellazione 3D del tralcio: sottosquadri, spessori minimi, punti di ancoraggio.
Modellazione della campanula: nervature incise, bordo ondulato, spessore costante per lo stampo.
Modellazione della campanula: nervature incise, bordo ondulato, spessore costante per lo stampo.
Il nodo dello stelo diventa attacco: due campanule pendono dalla stessa asola, libere di oscillare.
Il nodo dello stelo diventa attacco: due campanule pendono dalla stessa asola, libere di oscillare.
Render del manico in pelle martellata: terminale in ottone e smalto rosso.
Render del manico in pelle martellata: terminale in ottone e smalto rosso.
Prototipo in ottone dorato con pietre di prova: verifica di incastro e proporzione.
Prototipo in ottone dorato con pietre di prova: verifica di incastro e proporzione.
Boccioli smaltati montati su catenella a sfere: rosa e verde, nervature a vista.
Boccioli smaltati montati su catenella a sfere: rosa e verde, nervature a vista.
La minuteria finita: ottone dorato e smalto bianco e giallo, una campanula per ogni maglia.
La minuteria finita: ottone dorato e smalto bianco e giallo, una campanula per ogni maglia.
04.1 c

Donna · Cesto in midollino

Lo stesso archetipo cambia scala e materia.

Il midollino intrecciato costruisce il volume, la tela ne chiude la bocca, la pelle genera i manici. I boccioli smaltati ritornano come terminali della catena.

Non sono un dettaglio aggiunto alla collezione: sono la stessa grammatica trasferita da un oggetto all’altro.

Realizzazione: intreccio in midollino, manici rossi in nappa, catena e boccioli smaltati sul fianco.
Realizzazione: intreccio in midollino, manici rossi in nappa, catena e boccioli smaltati sul fianco.

Ferragamo — Sistema da viaggio e collezione borse

Un’architettura costruita intorno al gesto del viaggio.

Pelle, alluminio, trazione, maniglie e alloggiamenti delle ruote non sono componenti assemblati alla fine: vengono dimensionati come parti dello stesso sistema.

La pelle non riveste semplicemente un guscio già definito. Fascia perimetrale, cerniera, riporti d’angolo e maniglie partecipano alla costruzione.

La sequenza mostra il prodotto finito e poi lo scompone — attacchi della maniglia, gruppo comandi, ruota, ponte di trazione — perché il progetto nasce esattamente così: dalla relazione fra le parti all’identità dell’insieme.

Ruolo: Creative Accessories Designer.

04.2 a

Sistema da viaggio

Sequenza di montaggio in rendering: il gruppo ruota si compone e il volume si chiude. 24 secondi, senza audio.
Prospetto anteriore: fascia perimetrale in metallo, guscio in pelle, cerniera continua.
Prospetto anteriore: fascia perimetrale in metallo, guscio in pelle, cerniera continua.
Variante cuoio caffè: cuciture a vista, angoli in metallo, marchio impresso sul fianco.
Variante cuoio caffè: cuciture a vista, angoli in metallo, marchio impresso sul fianco.
Cioccolato e metallo: guscio testurizzato, angoli e fascia perimetrale in alluminio, cerniera continua sul bordo.
Cioccolato e metallo: guscio testurizzato, angoli e fascia perimetrale in alluminio, cerniera continua sul bordo.
Il volume completo in cioccolato: maniglia a incasso sul fianco, montante affogato nel guscio.
Il volume completo in cioccolato: maniglia a incasso sul fianco, montante affogato nel guscio.
Dettaglio del bordo: raccordo fra guscio, fascia metallica e cerniera.
Dettaglio del bordo: raccordo fra guscio, fascia metallica e cerniera.
Esploso del gruppo comandi: piastra, tasti, corpo trasparente, pannello del guscio.
Esploso del gruppo comandi: piastra, tasti, corpo trasparente, pannello del guscio.
Prototipo fisico della ruota: stampa 3D e anello lavorato dal pieno, marchio inciso.
Prototipo fisico della ruota: stampa 3D e anello lavorato dal pieno, marchio inciso.
Forcella e ruota, alluminio lucido e satinato: raccordo del braccio e battistrada.
Forcella e ruota, alluminio lucido e satinato: raccordo del braccio e battistrada.
La ruota rivista in grigio antracite: piastra di fissaggio, perno di rotazione e forcella in un solo pezzo.
La ruota rivista in grigio antracite: piastra di fissaggio, perno di rotazione e forcella in un solo pezzo.
La stessa ruota di fianco: battistrada fumé, mozzo concentrico, braccio a sbalzo sull’asse.
La stessa ruota di fianco: battistrada fumé, mozzo concentrico, braccio a sbalzo sull’asse.
04.2 b

Collezione borse · dal disegno al prodotto

La stessa logica si sposta dalla valigeria alla borsa.

Il disegno definisce il carattere prima della materia: il corpo trapezoidale, i tre risvolti che chiudono il bordo superiore, le maniglie che scendono sul fronte e diventano parte del disegno invece di posarsi sopra.

Dal foglio al prototipo la costruzione non cambia. Cambiano il materiale — tela, pelle liscia, Gancini impresso — e la misura, ma l’architettura del bordo e l’attacco delle maniglie restano.

Una famiglia: shopper, weekend, ventiquattrore. Una sola grammatica.

Disegno di studio: corpo trapezoidale, tre risvolti sul bordo superiore, maniglie prolungate sul fronte.
Disegno di studio: corpo trapezoidale, tre risvolti sul bordo superiore, maniglie prolungate sul fronte.
Il modello in produzione: risvolti e passanti confermano il disegno, Gancini impresso sul corpo.
Il modello in produzione: risvolti e passanti confermano il disegno, Gancini impresso sul corpo.
Weekend bag: lo stesso corpo morbido, chiuso da una cerniera perimetrale a doppio cursore.
Weekend bag: lo stesso corpo morbido, chiuso da una cerniera perimetrale a doppio cursore.
Shopper della stessa famiglia: tasca applicata sul fronte, tasca a cerniera sul fianco.
Shopper della stessa famiglia: tasca applicata sul fronte, tasca a cerniera sul fianco.
Prototipo di verifica in studio: fianchi in pelle nera, corpo in tela oliva, attacchi delle maniglie a bottone.
Prototipo di verifica in studio: fianchi in pelle nera, corpo in tela oliva, attacchi delle maniglie a bottone.
Prova di stampa su tela grezza: il marchio trattato come motivo, non come etichetta.
Prova di stampa su tela grezza: il marchio trattato come motivo, non come etichetta.

Loro Piana — Valigeria rigida e soft bag

Due costruzioni opposte. Una sola famiglia.

Il progetto attraversa due territori differenti: la valigeria rigida rivestita in pelle palmellata a mano e le borse morbide in cervo.

Una materia mantiene la forma. L’altra vive della propria deformazione.

A unirle è la minuteria.

Lucchetto, ganci girevoli, terminali dell’impugnatura e bottoni derivano da una stessa logica costruttiva a piastra ribattuta e attraversano entrambe le categorie, alleggerendosi quando passano dal rigido al morbido.

La parentela non nasce dalla ripetizione della forma, ma dalla continuità del codice.

Ruolo: Accessory Designer e sviluppo prodotto.

04.3 a

Valigeria rigida · Pelle palmellata a mano

Due logiche di apertura vengono verificate sullo stesso guscio: multipla e basculante.

Scelta l’architettura, il progetto entra nella meccanica: ponte della maniglia, montanti telescopici, forcella della ruota.

La barra dell’impugnatura non termina nelle ghiere: prosegue e diventa il gancio destinato alla borsa morbida.

Un componente. Due funzioni. Nessun elemento aggiunto.

Modello di studio, apertura multipla: tre ante indipendenti sullo stesso passo di cerniera.
Modello di studio, apertura multipla: tre ante indipendenti sullo stesso passo di cerniera.
Apertura basculante: il coperchio ruota su un solo asse, il guscio resta in piedi.
Apertura basculante: il coperchio ruota su un solo asse, il guscio resta in piedi.
Trolley cabina in bordeaux, trazione estesa: ponte della maniglia e montanti telescopici.
Trolley cabina in bordeaux, trazione estesa: ponte della maniglia e montanti telescopici.
Impugnatura: tubo in alluminio, rivestimento in pelle, ghiere di serraggio, terminale inciso.
Impugnatura: tubo in alluminio, rivestimento in pelle, ghiere di serraggio, terminale inciso.
Gancio portaborse esteso: la barra passa oltre le ghiere e diventa appoggio per la soft bag.
Gancio portaborse esteso: la barra passa oltre le ghiere e diventa appoggio per la soft bag.
Raccordo fra impugnatura e montante: spalla pressofusa, marchio inciso sul fianco.
Raccordo fra impugnatura e montante: spalla pressofusa, marchio inciso sul fianco.
Sequenza di montaggio: guscio, telaio interno, gruppo di trazione, cerniera perimetrale e ruota si compongono. 26 secondi, senza audio.
Ruota e forcella: raccordo con il fondo del guscio e fascia di protezione.
Ruota e forcella: raccordo con il fondo del guscio e fascia di protezione.
Coppia di ruote piroettanti: sbalzo, passo e altezza da terra.
Coppia di ruote piroettanti: sbalzo, passo e altezza da terra.
Trolley completo in arancio, quattro ruote, presa superiore a scomparsa.
Trolley completo in arancio, quattro ruote, presa superiore a scomparsa.
Famiglia di minuterie: lucchetto, ganci girevoli, terminali, bottone.
Famiglia di minuterie: lucchetto, ganci girevoli, terminali, bottone.
04.3 b

Soft bag in cervo

Il cervo non accetta una struttura rigida: vive della propria morbidezza.

Per questo la costruzione parte dal manico e scende verso il volume. Gli attacchi a piastra distribuiscono il carico su una pelle naturalmente deformabile.

Le minuterie appartengono alla stessa famiglia della valigeria, ma vengono alleggerite. Anche la dimensione della borsa nasce già in relazione al gancio del trolley.

Il rigido e il morbido non si imitano. Si riconoscono.

Tote in cervo blu: manici tubolari, attacchi a piastra, tracolla in nastro rigato.
Tote in cervo blu: manici tubolari, attacchi a piastra, tracolla in nastro rigato.
Dettaglio: attacco del manico e cerniera con nastro a contrasto.
Dettaglio: attacco del manico e cerniera con nastro a contrasto.
Zaino in cervo con due tasche a soffietto, in contesto di collezione.
Zaino in cervo con due tasche a soffietto, in contesto di collezione.

Louis Vuitton — Studio di concept da viaggio

Quando telaio, maniglia e ruota diventano un unico gesto.

Studio esplorativo commissionato dalla maison.

Il tema è la continuità strutturale: ponte della maniglia, forcella della ruota e raccordo del guscio vengono letti come parti di un unico telaio.

La forma non nasce dalla decorazione del volume, ma dalla relazione fra gli elementi che permettono all’oggetto di essere sollevato, trascinato e protetto.

Colore e finitura arrivano dopo. Prima viene l’architettura.

Il disegno di partenza: la forcella esce dal guscio come prolungamento del telaio, non come pezzo applicato.
Il disegno di partenza: la forcella esce dal guscio come prolungamento del telaio, non come pezzo applicato.
Studio di volume in bianco: due misure sulla stessa architettura, telaio perimetrale e ponte continui.
Studio di volume in bianco: due misure sulla stessa architettura, telaio perimetrale e ponte continui.
Costruzione CAD: continuità fra montante, ponte della maniglia e spalla del guscio.
Costruzione CAD: continuità fra montante, ponte della maniglia e spalla del guscio.
CAD dall’alto: presa superiore ricavata nel telaio, senza staffe né viteria a vista.
CAD dall’alto: presa superiore ricavata nel telaio, senza staffe né viteria a vista.
Render: il telaio avvolge il guscio dal ponte fino alla base, in un solo tracciato.
Render: il telaio avvolge il guscio dal ponte fino alla base, in un solo tracciato.
Base: forcelle integrate nel fondo, monogramma inciso in negativo sul guscio.
Base: forcelle integrate nel fondo, monogramma inciso in negativo sul guscio.

Mandarina Duck — DNA di prodotto

La materia cambia. L’architettura resta riconoscibile.

La stessa struttura di valigeria viene esplorata attraverso tre registri materici: tecnopolimero con minuterie a contrasto, guscio chiaro con componenti bordeaux, alluminio satinato con telaio perimetrale.

Cambia la pelle dell’oggetto. Non cambia il principio che lo costruisce.

Ponte della maniglia, montante posteriore, alloggiamenti delle ruote e fascia di protezione restano elementi costanti.

Il DNA di prodotto non è una forma da ripetere. È un principio capace di sopravvivere al cambiamento.

Ruolo: sviluppo prodotto e ricerca.

Base, ruote piroettanti e serratura integrata nel montante posteriore.
Base, ruote piroettanti e serratura integrata nel montante posteriore.
Dettaglio ruote e alloggiamenti, con la fascia di protezione che scende sul fondo.
Dettaglio ruote e alloggiamenti, con la fascia di protezione che scende sul fondo.
Variante chiara con minuterie bordeaux: maniglia di trazione e presa superiore.
Variante chiara con minuterie bordeaux: maniglia di trazione e presa superiore.
Finitura alluminio satinato: sviluppo del fondo e alloggiamenti.
Finitura alluminio satinato: sviluppo del fondo e alloggiamenti.

Committenti

Committenti

Salvatore Ferragamo2008–2014
Loro Piana2014–2016
Louis VuittonConcept
Gianni Versace1995–1997
Mercedes-Benz Adv. Design2000–2001
Dainese2001–2003
Samsonite1992–1994
Mandarina Duck1989–1992
Piquadro1999–2002
Cartier / N. Gabrielli1986–1989
Iceberg1993–1995
Fregoli2018–2023

Il carattere ARKTP

Curioso — non trend-driven

Cerchiamo ciò che genera il cambiamento, prima che diventi visibile.

Colto — non accademico

La cultura serve a costruire prodotti migliori, non presentazioni più sofisticate.

Radicale — non distruttivo

Mettiamo in discussione le abitudini per proteggere ciò che appartiene davvero all’identità.

Innestato — non decorativo

Portiamo altri linguaggi nel progetto soltanto quando introducono un’intelligenza trasferibile.

Strategico — ma materiale

Una visione è incompleta finché non sappiamo come costruirla.

Autoriale — ma non autoreferenziale

Non imponiamo uno stile alla maison. Cerchiamo il futuro possibile del suo linguaggio.

La nostra firma non deve vedersi. Deve vedersi la maison, capace di parlare al proprio tempo.

Profilo

Un fondatore. Il disegno e il percorso che lo rende reale, tenuti dalla stessa mano.

Ritratto di Cesar Horacio Tartuferi CHT

Cesar Horacio Tartuferi

Fondatore · CEO · Direzione creativa e prodotto

Nato a Buenos Aires nel 1963, arriva in Italia giovanissimo e si forma all’Accademia di Belle Arti. La sua prima ricerca è nell’arte informale, dove forma e significato nascono dalla materia, dal gesto, dalla tensione tra gli elementi.

Dal 1986 quella stessa ricerca entra nel progetto industriale. Cambiano la scala, gli strumenti e i vincoli, ma non la domanda: che cosa dà senso a una forma?

Seguono quarant’anni tra concept, prodotto e industria, lavorando per maison e aziende in Italia, Francia e Spagna, attraverso moda, automotive e attrezzatura sportiva.

Esperienze che costruiscono un metodo naturalmente trasversale. Materiali, tecnologie e processi migrano da un settore all’altro: ciò che nell’attrezzatura tecnica nasce da una necessità funzionale può diventare un nuovo linguaggio nel lusso; ciò che appartiene alla precisione industriale può incontrare l’intelligenza della manifattura artigianale.

È proprio nella tensione tra artigianato e alta tecnologia, cultura e industria, intuizione e fattibilità che prende forma il suo modo di progettare.

Non parte dallo stile. Cerca il principio che genera il progetto, ne definisce il linguaggio e lo accompagna attraverso materia, costruzione e processo.

Fino al punto in cui un’intuizione diventa prodotto.

  • Direzione creativa
  • Sviluppo prodotto
  • Ricerca materiali
  • Industrializzazione
  • Gestione progetto
  • Pianificazione prodotto
  • Rete fornitori
  • Costi e consegna
OggiARKTP, Barcellona — Direzione creativa e sviluppo prodotto
2018Fregoli — Design Manager
2014Loro Piana — Creative Accessories Designer
2008Salvatore Ferragamo — Creative Accessories Designer
2001Dainese — Direttore creativo
2000Mercedes-Benz Advanced Design Italia — Colore e finiture
1999Piquadro — Concept Designer, DNA di marca
1999Fila Sport — Project Designer
1995Gianni Versace — Project e Product Designer
1993Gilmar / Iceberg — Design accessori
1992Samsonite Italia — Senior Luggage Designer
1989Mandarina Duck — Sviluppo prodotto e ricerca
1986Nazareno Gabrielli / Cartier Italia — Graphic e Accessories Designer
1986Accademia di Belle Arti — Pittura e design